
Lo sfruttamento del lavoro minorile è ormai un problema globale e complesso. Nei Paesi poveri, infatti, le stesse famiglie sottovalutano il valore dell’educazione e avviano i figli al lavoro al fine di incrementare l’economia familiare. I bambini immessi precocemente nel mercato del lavoro costano meno alle imprese, che possono così avere un aumento dei profitti. Inoltre i minori non sono sindacalizzati e hanno meno strumenti per proteggersi dalle violazioni dei propri diritti. Più è precoce l’ingresso nel mercato del lavoro, più si mette a rischio lo sviluppo olistico del bambino. Lo sfruttamento del lavoro minorile, quindi, può alimentare la povertà di una singola famiglia o di una comunità perché l’occupazione dei minori porta l’abbassamento dei salari (e ovviamente la disoccupazione degli adulti) e limita la crescita culturale e sociale.
Per questo Cesvi lavora nei Paesi poveri al fine di combattere lo sfruttamento e promuovere l’educazione come soluzione a questo grave e inaccettabile fenomeno.
L’India e il Kenia sono i due Paesi dove oggi Cesvi, insieme ai partner locali, affronta lo sfruttamento del lavoro minorile con un approccio multistakeholder, coinvolgendo tutti gli attori sociali per portare un reale cambiamento di vita per migliaia di bambini e ragazzi.
Scopri cosa Cesvi sta facendo in India e in Kenia, le storie e le immagini delle persone che aiutiamo ogni giorno, anche attraverso le parole dei nostri cooperanti. Guarda il breve messaggio di Marina Bottelli, cooperante Cesvi, che dall'India ora aiuta i bambini e i giovani di Nairobi contro lo sfruttamento!