Testimonianze dei volontari Cesvi in Kenya

 

FIGLI DEL LAVORO sulle NGONG HILLS

 

Sabato, 8 settembre 2012 è stato un giorno speciale per noi. In gruppo, colleghi dello Staff  Cesvi siamo andati a fare un’escursione sulle Ngong Hills, a Nord di Kajiado nella provincia della Rift Valley in Kenya.

 

Come i due lati di una moneta, la giornata ha generato un doppio set di sentimenti. Da un lato, ci sono stati momenti felici grazie al fatto di poter godere della bellezza della natura, d'altra parte, ci siamo rattristati e siamo tuttora increduli per quello che abbiamo visto.

 

Proprio ai piedi delle colline, abbiamo incontrato un gruppo di bambini molto piccoli di età compresa tra 2-3 anni. Portavano scatole di dolci e biscotti da vendere. Gli altri stavano vendendo collane. Molti di loro ancora non sapevano neanche parlare Kiswahili. Tutto quello che dicevano era, "nunua, nunua", cioè, comprare, comprare. Quando abbiamo chiesto loro a quanto vendevano i loro beni, non sono stati nenache in grado di risponderci. E’ stata  una situazione difficile e imbarazzante che ci siamo trovati li’ a portata di mano.

 

Oltre al fatto che non parlavano la lingua nazionale, ci siamo stupiti per la loro giovane età e per il fatto di trovarli li’ sperduti in mezzo al nulla. Erano davvero molto piccoli, al freddo e lontano dalle loro case. Abbiamo cercato di parlare con loro, ma invano.

 

Un poco piu’ avanti abbiamo incontrato un bambino pastore che accudiva un gregge di pecore e capre. Aveva appena due anni e ci diceva "Chakula, chakula", significa cibo, cibo era l'unica parola che sapeva dire. Abbiamo proseguito il nostro cammino su per la collina e tornando indietro la sera l’abbiamo ritrovato ancora li’.

 

In generale, abbiamo individuato diverse esempi di lavoro minorile lungo le colline.  Ma non solo, anche un dilagare di bambini che mendicavano cibo e regali. Abbiamo visto bambini che trasportano giare d'acqua e fasci di legna da ardere. Questo e’ per noi laboro minorile in quanto si tratta di bambini molto piccoli e comunque anche se si tratta di attivita’ di supporto all’economia della famiglia ci siamo resi conto che il confine tra lavoro minorile e aiuto alla famiglia resta vago e dibattibile.

 

Inoltre a causa della natura del territorio collinare dove spesso le fattorie sono lontane rispetto ai posti dove si  aggirano i bambini c’e’ un altissimo rischio del verificarsi di  abusi sessuali e traffico di minori. Certamente sono fatti che succedono anche se spesso non vengono segnalati.

 

Tutto ci riporta al mito che, una volta che ci si perde nel sacro e segreto bosco delle Ngong Hills ci si perde per sempre.

 

I nostri bambini sono a rischio di perdersi per sempre!

 

Evans N. Mosoti, Gladwell Ngiru, Judy Mathai, Dennis Marete, Flora Muneme (Staff locale Cesvi)

 

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Di nuovo in Kenia.....

 

...di nuovo a casa. Un ritorno felice e una nuova esperienza da affrontare: affiancherò lo staff di CESVI e i suoi partner nella rehabilitation home di Kirigiti, un centro per ragazze in conflitto con la legge. È un istituto governativo che si occupa di valutare il livello di pericolosità sociale delle ragazze, il cui caso è già passato in giudizio. Se il livello di rischio è alto vengono inserite in centri di riabilitazione, di cui uno presente nella stessa struttura.

 

Le ragazze hanno tra i 10 e i 17 anni, la maggior parte bisognose di cure e protezione dall’ambiente di provenienza,  alcune considerate “criminali”. Sono in tutto circa 100.

Il primo giorno non sapevo cosa aspettarmi, per la prima volta mi sono trovata ad affiancare uno staff del tutto africano e a essere l’unica mzungu (uomo bianco) del centro. Mi aspettavo diffidenza, ostilità, rabbia, un pregiudizio che mai si cancella quando si pensa a carcere o centri di riabilitazione, ci si aspetta freddezza e musi lunghi vista la situazione in cui si trovano.

 

Ma per fortuna le ragazze fin dal primo momento hanno dissipato ogni dubbio. Ad accogliermi sorrisi, tantissime domande, canzoni, scambi di opinioni. Studiano per diventare parrucchiere e i miei capelli diventano il gioco preferito di tutte le ragazze, tutte mi seguono attaccandosi a qualche ciocca.

 

Da subito mi hanno fatto sentire parte del gruppo: from today you are a naughty girls like us! (da oggi sei una ragazzaccia come noi!).  

 

L’italia le affascina, ma ciò che mi ha sorpreso è la loro attenzione per i diritti dei bambini: cosa succede se un bambino è solo in Italia? E se la famiglia lo picchia? E se è per strada? E se scappa dai genitori?. Non può che trasparire tanta tristezza e una parte di storia vissuta da tutte loro, ma la semplicità delle loro domande, prive di rabbia o recriminazioni per ciò che è successo loro, la loro voglia di pensare che può esistere un futuro diverso e altre possibilità mi fa capire che quelle che ho davanti sono ragazze consapevoli della loro storia, della loro situazione e con tanta voglia di cambiare.

 

La voglia di raccontare è tanta, il desiderio di condividere i propri pensieri, di sfogarsi, di chiedere consiglio, sostegno per un futuro che le spaventa. E trovano in me una ragazza giovane, senza pregiudizio nei loro confronti, pronta all’ascolto. E così ad una ad una vengono da me per raccontare le loro storie, spesso tristi e con risvolti anche drammatici, ma le ragazze che ho di fronte sono forti, desiderose di cambiare, consapevoli dei propri sbagli.

 

Simona Cervi - Volontaria Cesvi

 

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