La campagna Stop Child Labour: principi e obiettivi

La campagna internazionale Stop Child Labour – School is the best place to work (SCL) è promossa dal 2007 da Cesvi e dalle altre ong del network europeo Alliance2015 (Hivos, IBIS, People in Need), grazie al sostegno della Commissione Europea.

La campagna ha l’obiettivo di richiamare tutti i cittadini, governi, imprese e attori sociali, alle loro responsabilità verso i bambini e le bambine vittime dello sfruttamento del lavoro minorile.

 

Per sfruttamento del lavoro minorile si intende “qualsiasi forma di lavoro compiuto da bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni che interferisca negativamente con la loro educazione e/o possa danneggiarne la salute fisica o psicologica e lo sviluppo mentale, spirituale, morale o sociale” (Convenzione dei diritti dell’infanzia, articolo 32.1).

La campagna intende informare, sensibilizzare e educare la società civile sui temi dello sfruttamento del lavoro minorile in Italia e nel mondo, dei diritti dell’infanzia e dell’importanza dell’educazione come “soluzione” al problema: per questo la campagna afferma che “la scuola è il miglior posto in cui lavorare”. Questo implica la promozione e la valorizzazione del diritto ad un’educazione pubblica, di qualità e a tempo pieno per tutti i minori.

 

La campagna si basa su 4 principi guida: 1.Lo sfruttamento del lavoro minorile nega ai bambini il diritto all’educazione. 2. Tutte le forme di sfruttamento sono inaccettabili. 3. I Governi, l’Unione Europea, le Organizzazioni Internazionali, le aziende e i consumatori devono lavorare insieme per fermare lo sfruttamento del lavoro minorile. 4. Gli standard di lavoro vanno rispettati e rafforzati per eliminare lo sfruttamento.

 

Guarda i due spot realizzati da Cesvi e Alliance2105 per promuovere la campagna Stop Child Labour! Il primo è stato prodotto da Hivos, i nostri partner olandesi, e il secondo è stato realizzato da Cesvi nel 2008 ed è stato trasmesso da RAI, SKY e Mediaset.